Pierre Jacques Antoine Béchamp, figlio di Jacques Béchamp, un mugnaio, e Marie Catherine Antoine, nacque il 18 ottobre 1816 a Bassing, dipartimento di Meurthe, in Francia. Quando aveva sette anni, suo zio, un diplomatico che lavorava nell’ufficio dell’ambasciatore francese a Bucarest, convinse sua madre a far istruire il bambino a Bucarest, sotto la sua tutela. Béchamp visse a Bucarest 18 anni, fino al 1834, anno in cui lo zio morì per colera. Durante il soggiorno in Romania completò la sua istruzione di base al Collège Saint-Sava, iniziò un apprendistato in farmacia sotto la direzione di Ignaz Mausel, il farmacista più importante di Bucarest, e ottenne un diploma di “maître apothicaire” maestro speziale. Nel 1834 rientrò in Francia, e si trasferì a Strasburgo per continuare i suoi studi; si iscrisse all’École Supérieure de Pharmacie, mentre lavorava in una farmacia situata a Benfeld (circa 30 km da Strasburgo) e come préparateur de chimie nella Facoltà di Scienze dell’Università di Strasburgo (1840-1842). Sostenne anche gli esami per il baccalauréat (baccalaureto letterario e scientifico), che, a quel tempo, erano i requisiti obbligatori per esercitare la professione di farmacista in Francia. Dopo la laurea (1843) aprì la propria farmacia e nel 1851 tramite concorso vinse la posizione di professore aggregato alla Scuola di Farmacia, dopo aver presentato una tesi dal titolo “L’aria atmosferica considerata dal punto di vista della fisica e della tossicologia – De l’air atmosphérique considéré sous le point de vue de la physique, de la toxicologie”. Le sue numerose attività non gli impedirono di proseguire gli studi all’Università di Strasburgo, dove ottenne il titolo di dottore in scienze, discutendo una tesi di chimica sulla pirossilina (Béchamp, 1853a) e una tesi di fisica sull’azione chimica della luce (Béchamp, 1853b). Nel 1856 ottenne anche il titolo di dottore in medicina, ottenuto discutendo una tesi dal titolo “Saggio sulle sostanze albuminoidi e la loro trasformazione in urea – Essai sur les substance albuminoïdes et sur leur transformation en urée” (Béchamp, 1856b). Assunse vari incarichi di docenza presso l’Università di Strasburgo, prima alla Facoltà di Scienze di Strasburgo (1853-1854), dove successe a Pasteur, e poi alla Scuola di Farmacia di Strasburgo (1854-1856). Nel 1856, accettò un incarico di docenza di Chimica Medica e Farmacia presso l’Università di Montpellier, su raccomandazione di Jean Baptiste Dumas, incarico che mantenne per oltre 20 anni. Gli anni di Montpellier furono i più felici, sia dal punto di vista lavorativo che sul piano personale. Nel 1872 Béchamp sposò Clémentine Mertian, e la coppia ebbe quattro figli, due femmine e due maschi.

Nel 1876 accettò di trasferirsi a Lille, dove fu nominato preside della Facoltà cattolica di Medicina presso l’Università di Lille. Qui rimase fino al 1886, quando si licenziò, insieme al figlio Joseph, in contrasto con il rettore e l’amministrazione, che ostacolavano le sue teorie e lavoro, definito troppo materialistico. Si trasferì a Le Havre dove insieme al figlio acquistarono una farmacia e un laboratorio. Dopo la morte del figlio, Béchamp vendette la farmacia e si trasferì a Parigi per lavorare nel laboratorio dell’amico e collega Charles Friedel (1832-1899) alla Sorbona. Continuò a lavorare alle proprie ricerche quotidianamente fino al 1899, fino cioè all’età di 83 anni. Successivamente pur non potendo più proseguire il lavoro di laboratorio, continuò a lavorare sistemando i risultati dei suoi lunghi anni di fatica fino a pochi giorni dalla sua morte. Morì il 15 aprile 1908 alla veneranda età di 91 anni. Alla sua morte, ci vollero ben otto pagine del Moniteur Scientifique francese per elencare solo i titoli dei suoi studi pubblicati professionalmente.

Nel corso della sua vita, Béchamp sviluppò diverse utili invenzioni commerciali. Nel 1852, creò un processo industriale poco costoso per produrre anilina mediante la riduzione del nitrobenzene con limatura di ferro e acido acetico. Questo metodo contribuì notevolmente all’emergere dell’industria dei coloranti sintetici. Per questo lavoro, insieme ad altri, gli fu conferito il premio Daniel Dollfus della Société Industrielle de Mulhouse nel 1864.
Nel 1863, Antoine Béchamp sintetizzò un composto, l’anilina di arsenico che chiamò atossile per contrassegnare la sua tossicità relativamente bassa, rispetto ad altri derivati dall’arsenico. Questa molecola fu nei primi anni del 1900 usata per curare alcune malattie della pelle, e poi la malattia del sonno. Per gli effetti tossici, l’uso come farmaco fu abbandonato. Il batteriologo tedesco Paul Ehrlich iniziò a rielaborare la molecola, producendo nuovi farmaci usati poi contro la sifilide. L’atossile di Béchamp segna quindi una tappa essenziale nello sviluppo di farmaci chimici. Può essere considerato il primo agente chemioterapico moderno.
Attraverso un uso abile e sistematico dell’attività ottica delle sostanze albuminoidi, Béchamp fu in grado di distinguere un gran numero di composti complessi che i suoi predecessori, basandosi su metodi analitici più standard, non erano riusciti a scoprire.
Tuttavia, la chimica inorganica ebbe poca attrattiva per Béchamp, e le sue energie furono principalmente dirette alla chimica biologica, allo studio dei fenomeni viventi, la materia organica, la fermentazione.

Fonti:
– Hume D. E. (1947) Béchamp o Pasteur? Un capitolo perso della storia della Biologia. Traduzione di Monica Giannecchini.
– Wisniak J. (2020) Pierre Jacques Antoine Béchamp. Contributions to chemistry” Revista CENIC Ciencias Químicas. vol.51 (no.1): 114-125. Año. 2020. e-ISSN: 2221-2442. (link)
– Necrologio “Pierre Jacques Antoine Béchamp”. Nature 78, 13–14 (1908). (link) https://doi.org/10.1038/078013a0
– “Béchamp, Pierre Jacques Antoine” da Encyclopedia.com (link)
– “History: Antoine Béchamp” da BMRI online (link)
– Manchester K.L. (2001) Antoine Béchamp: père de la biologie. Oui ou non? Endeavour, 25(2): 68-73 https://doi.org/10.1016/S0160-9327(00)01361-2